domenica 7 febbraio 2010

apologia dell'odio

Se ti avessi davanti ora ti direi che ti odio. Ma lo so che non è colpa tua, non direttamente. Sei stato uno stronzo, non l'hai fatto apposta ma non ti perdonerò, questo no.
Ci riavvicineremo, saremo di nuovo amici, ma quella piccola parte di me che ti odia resisterà.
Se hai qualche pensiero sul -non riusciremo a non saltarci addosso- non preoccuparti...non mi avrai più, non mi meriti.
Mi farei ancora più schifo.
Sto faticando per credere alle tue vecchie parole, fatico e fatico, ma forse sarebbe meglio cancellare tutto con un colpo di spugna.
I problemi che ho e che hai aggravato sono affar mio, e come tale so che non potrò parlartene, ormai la mia fragilità non è più affar tuo.
Per quanto ti odio mi manchi, ho bisogno di te ma non posso cedere, non devo cedere, come sempre devo bastarmi.
Mi chiedo se non crollerò quando dopo mesi ci rivedremo, se mi crepassi di nuovo? Mi sento uno straccio usurato dall'acqua e dallo sfregamento. E se questo odio svanirà? E se...e se...
Sono sopraffatta da questo manto di tristezza che mi accompagna, che non riesco a scrollarmi di dosso.
E' colpa tua? E' colpa mia? E' colpa di qualcosa o di qualcuno?
Perché...perché non passa, essere tristi perché si è tristi non è uno schifosissimo paradosso? Sono vittima dell'autocommiserazione o sono solo stanca di tutto e tutti?
Sono stanchissima.

venerdì 5 febbraio 2010

snob

Questo angolino lo trascuro sempre più, è quasi un peccato...per chi?Per me non molto, sarò sincera, scrivere fa bene ma nel mio caso, in questo periodo, dà noia.
Il problema è che di cose concrete neanche l'ombra, e per non rischiare di essere la solita segaiola mentale, la solita persona intellettualmente emotiva evito di ridicolizzarmi anche qui.
Se solo ne avessi la possibilità mi farei psicoanalizzare, per una estrema curiosità, o forse per un inaspettato ingrandimento dell'ego, e per non tediare chi mi sta vicino. Anche se dei miei viaggi mentali nessuno sa, e se sa è solo l'1%.
Si dice che la ruota gira, mi sa che nel mio caso ha bucato qualche fermata prima. Dove mai sarà questa botta di culo che mi evita da anni? Perchè, anzi, le sfighe sono le uniche che girano? Mi obbligo ad essere ottimista, anche se non è la mia natura, un briciolo di speranza mi fa comodo. Sto accettando di non essere -nella norma-, che i miei desideri non possono essere quelli di qualunque persona di 26 anni, che non si realizzerebbero comunque, perchè forse non sono adatti a me.
Forse la mia dimensione è altrove (ma esiste?), forse l'insoddisfazione mi accompagnerà nella tomba.
Sento diversamente, penso diversamente, che fossi un'aliena già lo sospettavo, ma in questi ultimi mesi di estrema tristezza e di relativa lenta presa di coscienza di quanta feccia mi circondi mi amo un po' di più. E perchè no, recupero all'occorrenza il mio amato snobismo.

mercoledì 6 gennaio 2010

che schifo

Scrivo qui cosciente che nessuno mi leggerà, non rischio quindi di sentirmi ancora più patetica.
Non va, non funziona, non poteva funzionare; e ora? Cosa siamo ora noi due? Torneremo ad essere due estranei? Mi "senti" troppo e non ti vuoi avvicinare, dici che non ci riuscirai mai, a comportarti con me come con le altre. E' elettricità la nostra, e io mi sento beffata. Non mi ami, e questo è un danno, e non mi dimostrerai più affetto, questa la beffa.
Sono incazzata, mi sento presa per i fondelli dagli eventi. E da te.
Non so più cosa dover provare, sono di nuovo sola con me stessa, ed io non mi sopporto.
Poco importa il resto, in 26 anni di vita nessuno mi ha amata, e questo mi pesa da morire. Sarò patetica, non saprò apprezzare ciò che già ho, sarò una delle tante romantiche piagnucolone...sarò quel ca**o che volete, ma mi sento mezza. Proprio così, io vivo a metà. Mi dice di riempire quella metà con altro, ma come si può rimpiazzare un sentimento?

martedì 15 dicembre 2009

...

Stasera la resa dei conti. Nell'incertezza non si può vivere sereni. Malgrado mi farà male, devo conoscere la verità, devo poter risalire, sperare ancora. Da un altro lato sento già il dolore come qualcosa di denso che mi scorrerà nelle vene, sento già la sua mancanza fisica, ma o l'autodistruzione o la sofferenza. Non posso scegliere altrimenti.
Non riesco a levarmi di dosso la rassegnazione, malgrado potrebbe non andare come mi aspetto. Le ore passano lente, l'ansia mi attanaglia, il dolore mi sta già lacerando. Sento tanto freddo.

lunedì 30 novembre 2009

e sprofondo

Nell'incertezza, nell'amore non corrisposto, nella gelosia, nell'insicurezza.
Nella tristezza, nel gelo.

venerdì 27 novembre 2009

vaso di cristallo

Mi alzo e cado, mi rialzo e cado di nuovo; continua così la mia vita. Un po' come la vita di tutti. Attanagliata dall'instabilità e dall'insicurezza, incapace di prendere i possibili avvenimenti alla leggera. Ho bisogno di sicurezze, ma esistono? No, tutto può crollare in un secondo, anche il conto in banca. Mi dico che niente è peggio di una falsa speranza, niente deve essere sottoposto al mio controllo...tutto mi sfugge. E così sarà sempre.
Sono un vaso di cristallo, tengo a distanza tutti per paura di frangermi a terra.
Il vaso di cristallo è insicuro, è anche interessante, ma non si mette in mostra spavaldo, ma dietro una teca di vetro che lo protegge, o nel ripiano più alto per non essere toccato.

mercoledì 25 novembre 2009

...

Che cos'ho oggi non lo so. Mi sono svegliata felice per la serata passata, ma ora lo stato di frustrazione continua ad aumentare. Le mie fragilità mi stanno invadendo e devo dargli uno sbocco. Se solo riuscissi a esplicare ciò che sento, potrei parlarne, o almeno scriverne. Le conclusioni che ieri mi sembravano logiche oggi non lo sono più, mi sento smarrita. Forse è la mia speranza che vacilla, quella di poter sostituire una persona nel suo cuore, o quella che possa provare anche lontanamente quel sentimento anche per me. Devo fargli una domanda tosta.